Falchi e colombe d’Italia
A futura memoria

Nov
10

Ci siamo: colpo di Stato

Vorrei fare poco lo spiritoso oggi, perché credo che siamo in pieno colpo di
Stato: l’aria tutt’altro che allegra che aveva il Presidente della Camera, Fini,
ieri sera nella bellissima intervista che ha fatto con Fabio Fazio secondo me
dimostra chiaramente la tensione e la gravità del momento, siamo di fronte a uno
squilibrato o, in alternativa, a un delinquente di tali proporzioni da non
riuscire più a controllarsi. Una persona che sa di averne combinate tante e tali
per cui deve giocarsi il tutto per tutto, mettendo per iscritto in una legge che
lui non deve essere processato, perché questo è il senso di quello che succede
questa settimana: i suoi reati non esistono più, i suoi processi non esistono
più per legge, con la firma degli alleati, onde evitare che qualcuno si
vergogni, arrossisca e scopra dopo le conseguenze di quello che si sta facendo e
si tiri indietro. E’ un momento drammatico, forse ancora più drammatico dei
tanti che già ci erano sembrati drammatici nel passato, perché nel passato si
tentava di coprire con uno strato di vaselina, di ipocrisia le leggi per salvare
Berlusconi dai processi: c’era sempre qualcun altro disposto a firmarle, c’era
sempre qualche finta ragione generale per giustificare ciò che si faceva e
invece no, questa volta questo impunito, questa vergogna ambulante se ne va in
giro minacciando i suoi alleati e dicendo “ la firmo io, lo presento io, la
stanno scrivendo i miei Avvocati, la firmiamo noi e la firmate anche voi e c’è
scritto che io non devo essere processato, anche se la Corte Costituzionale ha
appena detto che devo essere processato come tutti gli altri, anche se la legge
dice che io devo essere processato, anche se la Costituzione dice che devo
essere processato, anche se la magistratura dice che devo essere processato.
Adesso facciamo un colpo di Stato, ci costituiamo come i governi in esilio,
praticamente, i governi clandestini che si danno delle regole proprie, estranee
a quelle del Paese nel quale vivono e si arroccano in qualche nascondiglio,
preparando la riscossa. Il problema è che questi signori, in teoria, sarebbero
il governo legittimo e non devono resistere a un’invasione straniera o a un
colpo di Stato interno, lo stanno facendo loro: lo sta facendo lui il colpo di
Stato, il tutto in un clima spensierato. Se leggete i giornali.. anzi, guardate,
a futura memoria, così almeno se poi il golpe riesce ci ricorderemo di questi
titoli di giornale; a parte le menate sull’influenza A, sulla bufala del secolo
praticamente: sapete che muore più gente per l’influenza normale. Titolo su
Obama, titolo sulle catacombe dell’atomo in Francia, titolino: “ il Pdl non va,
c’è aria da caserma”. “ Giustizia: le condizioni del patto, sì alla prescrizione
breve, ma misure a tutela dei processi”; “la Lega Nord: intesa vicina; il
Premier e la legge sottoscrivano tutti”, non c’è minimamente la percezione di
quello che sta succedendo, sembra che stiano facendo delle riforme per
abbreviare i tempi della giustizia. Il Giornale, dopo aver massacrato di botte
tutti gli alleati affinché si appecoronassero agli ordini del Premier, adesso ci
regala questi bei titoli: “ Niente messa per paura dell’islam”, per non parlare
dei deliri di quest’altro personaggio. Questa è la situazione: vedete in
televisione, ieri si sentiva il Tg1 dire “ allo studio alcune norme per rendere
più sereno il compito del Premier di governare l’Italia”, così viene presentato,
lo vogliono rendere più sereno e, soprattutto, vogliono sveltire i tempi della
giustizia, no? Chi potrebbe essere contrario, se questo è il messaggio? In
realtà c’è un colpo di Stato in atto, perché sta per essere siglata – speriamo
non da tutto il centrodestra: da alcune cose dette da Fini sembrerebbe che i
suoi uomini non siano disposti a firmarle, ma da alcune altre cose dette da Fini
sembrerebbe che potrebbero essere disposti. Vedremo, tanto mancano pochi giorni,
come al solito hanno fretta: hanno fretta evidentemente perché non basta loro
neanche il fatto di sapere che i processi attualmente aperti sono destinati alla
prescrizione e questo non può voler dire che una cosa, quello che dicevo prima,
ossia che il delinquente sta continuando a delinquere anche dopo la data ultima
scoperta dai magistrati. Per cui lui non spera nella prescrizione, che a noi
invece risulta certa, perché lui sa di aver continuato a commettere reati anche
dopo e che, prima o poi, si scoprirà e quindi la prescrizione verrà annullata,
altrimenti non c’è motivo di modificare la prescrizione, visto che è
praticamente certo che i suoi processi siano avviati in gran parte alla
prescrizione.
 

Il papello di Berlusconi

Vediamo che cosa comprende questo papello, come l’hanno chiamato alcuni
giornali, di Berlusconi, che è molto peggio del papello di Riina tra l’altro,
perché danneggerebbe tutti i processi ovviamente: non i processi di mafia, ma
tutti i processi per reati commessi anche da mafiosi, ai quali verrebbe data
un’altra cadenza di prescrizione, sia per il computo finale dei termini di
prescrizione e sia per il computo parziale perché, come vedremo, vogliono fare
una prescrizione per ogni grado di giudizio. 
Se avete Il Fatto Quotidiano del 4 novembre, c’è un illuminante articolo di
Tinti, a pagina 3, sulla porcata, anzi sulla doppia o tripla porcata che stanno
tentando: innanzitutto il Cavaliere nessuno lo sapeva, ma lo si è scoperto in
questi giorni, quando i suoi hanno infilato un emendamento alla Finanziaria,
tramite la sua Mondadori ha un grosso contenzioso tributario da 200 milioni di
Euro, dovuti e, evidentemente, non pagati. E allora che cosa sta facendo? Sta
infilando un emendamento alla Finanziaria per fare in modo che, se due processi
tributari arrivano in Cassazione con due sentenze conformi a favore
dell’imputato, possono essere chiuse pagando solo il 5% di quello che viene
contestato. Non so se è chiaro: se ti chiedono indietro soldi di tasse che non
hai pagato e tu riesci a averla vinta nei primi due gradi di giudizio, alla
fine, anche se ti danno torto, tu puoi pagare non quello che dovevi, ma il 5% di
quello che dovevi. Se così fosse la Mondadori, se è vero che deve 200 milioni di
Euro al fisco, potrebbe pagarne quanti? 10 invece di 200: capite che cosa sto
dicendo, no? Che cosa è il colpo di Stato che è alle viste: deve pagare? Fa una
legge in cui dice che non paga, adesso vedremo se ne fanno anche una per non
risarcire il maltolto nel caso Mondadori, vedremo che cosa si inventeranno, se
dovesse essere confermata anche in appello la sentenza civile del giudice
Mesiano. E questo è un piccolo aspetto collaterale, dopodiché ci sono le norme
sui processi: che cosa vogliono fare? Vogliono cambiare la prescrizione e
introdurre la prescrizione non solo del reato, ma anche del processo: ieri sera
avete sentito Gianfranco Fini dire una cosa falsa, tra le tante cose giuste che
ha detto ce ne era una falsa, ossia che i processi a Berlusconi sono cominciati
dopo la sua discesa in campo. Non è vero, le inchieste sulla Fininvest sono
iniziate già nel 92, ne sono iniziate altre nel 93 e poi ne sono proseguite
delle altre, naturalmente e ne sono iniziate di nuove, esattamente come è
avvenuto per la FIAT, per l’Olivetti, per Ligresti, per l’Enel, l’IRI, l’Eni, la
Montedison, tutti trattati nello stesso modo, le grandi aziende e i grandi
gruppi italiani, tutti dal primo all’ultimo. Alcuni si sono arresi, hanno
confessato, hanno mandato i loro managers a confessare, hanno patteggiato, hanno
portato le carte, restituito il maltolto e conseguentemente, dalle indagini,
sono usciti prima. Altri hanno resistito, uno in particolare: perché? Perché lui
era entrato in politica apposta per salvarsi e quindi resistendo, negando,
opponendosi, mentendo, negando anche l’evidenza etc. è ovvio che, nel tuo caso,
i processi durano di più e che, finché non racconti tutto, sono i giudici a
scoprire via via quello che hai fatto e lo scoprono, ovviamente, con i tempi che
ci vogliono per scoprire le cose, altro conto è se a un certo punto, come hanno
fatto altri grandi gruppi, vai, ti arrendi, consegni i tuoi managers, patteggi e
restituisci il maltolto. Quindi non è vero che i processi a Berlusconi sono
iniziati dopo la sua discesa in campo e chi non ci crede sa dove trovare, nei
nostri libri, le sentenze che a Brescia, quando Berlusconi ha denunciato il pool
di Milano proprio per averlo perseguito a causa del suo ingresso in politica,
hanno risposto “ non è vero, sei tu che sei entrato in politica per perseguitare
i giudici e bloccare i processi, che erano già avviati su quasi tutte le tue
aziende, stavano arrivando a te e tu lo sapevi , tant’è che sei entrato in
politica terrorizzato”. 
Quella frase di Fini, detta così per dare lo zuccherino a Berlusconi, è falsa,
come è falso in radice, logicamente, il ragionamento secondo cui, visto che i
processi sono lenti e durano troppo a lungo, allora bisogna tagliare i tempi
della prescrizione. Eh no! Se i processi sono lenti e durano troppo a lungo
bisogna tagliare i tempi dei processi, non i tempi della prescrizione! E’ come
dire che ho la coperta corta e ho freddo e per scaldarmi cosa faccio? Taglio la
coperta: no, la coperta la devi allungare, oppure ti tagli le gambe se non ci
stai, ma certamente non devi tagliare la coperta. Questi vogliono tagliare la
coperta, dicendo che la coperta è corta: come si fa a tagliare i tempi del
processo? Evidentemente facendo concorsi per aumentare il numero dei magistrati,
facendo assunzioni di personale affinché nei tribunali si lavori tutto il giorno
e non solo la mattina, depenalizzando certi reati, se si vuole ritenere che non
debbano essere puniti penalmente, perché non ce la si fa, organizzando meglio i
tribunali, chiudendo quelli piccoli e accorpandoli a quelli grandi nei
capoluoghi di regione, o almeno di provincia, razionalizzando le energie, le
forze, i mezzi e soprattutto dando più soldi, e poi riducendo i gradi di
giudizio. E poi, se proprio si vuole agire sulla prescrizione, c’è una norma che
sarebbe utilissima per accorciare automaticamente, a costo zero, i tempi dei
processi: quella che c’è negli altri Paesi, ovvero bloccare la prescrizione nel
momento del rinvio a giudizio, quando lo Stato ritiene di aver trovato il
colpevole di un reato, da quel momento non c’è prescrizione che tenga e
conseguentemente, ovviamente, l’accusato non avrà nessun interesse a tirare in
lungo il suo processo: perché? Perché che duri due mesi, due anni o che duri
venti anni, se è colpevole alla fine lo condannano e se è innocente alla fine lo
assolvono, non è previsto il risultato x, non è previsto il pareggio nella
partita.  Ecco perché negli altri Paesi nessuno si mette a pagare gli Avvocati
per venti anni per fare durare il suo processo venti anni: se sa di essere
colpevole patteggia subito e risparmia anche un sacco di soldi in parcelle,
questa è anche la ragione per cui all’estero gli Avvocati sono un decimo di
quelli che abbiamo noi in Italia, la Francia ne ha circa 15 /20. 000, noi ne
abbiamo più di 150. 000. Invece che cosa vogliono fare? Vogliono accorciare i
termini di prescrizione, mandando in prescrizione ancora più processi di quelli
che già vanno in prescrizione: tenete presente che in questo momento ogni anno
vediamo andare in fumo, causa prescrizione, 200. 000 processi, 200. 000 processi
con una media di un imputato vuole dire che abbiamo 200. 000 imputati che la
fanno franca senza che si possa stabilire se erano colpevoli o, peggio, dopo che
si è stabilito che erano colpevoli, ma lo Stato a quel punto si deve arrendere e
non li può punire. Se fossero in media due gli imputati per ogni processo – e
sapete che ci sono dei processi con decine di imputati – immaginate quante
centinaia di migliaia di imputati la fanno franca a prescindere dalla loro
colpevolezza, oppure dopo che si è già accertato che sono colpevoli o comunque
che non sono innocenti, perché la prescrizione scatta anche dopo che uno è stato
condannato due volte, cioè nei due gradi di merito, primo e secondo grado, già
si è stabilito che sono colpevoli. Mentre si aspetta di capire se c’è qualche
aspetto formale che vizia le prime due sentenze di colpevolezza conforme zac,
arriva la prescrizione alla vigilia della Cassazione e quello, anche se era
colpevole secondo il Tribunale della Corte d’Appello, se ne va a casa facendosi
beffe delle vittime del reato! Questa è la situazione attuale.
 

Il Piano Ghedini per i processi del capo

Che cosa vogliono fare per la prescrizione? Tinti l’ha ben spiegato nel suo
articolo: da un lato (piano A, Ghedini) taglio di un quarto dei termini di
prescrizione per i procedimenti pendenti relativi a reati di non grave entità,
commessi prima del 2 maggio 2006 e con pena massima fino a 10 anni. Quindi per i
reati commessi fino al 2 maggio 2006, che è il giorno in cui entrò in vigore
l’indulto, e con la pena massima fino a dieci anni la prescrizione viene
tagliata di un quarto: sapete che era già stata quasi dimezzata con la legge ex
Cirielli, che aveva raddoppiato il numero delle prescrizioni, che erano passate
da cento a 200. 000 all’anno. Con quest’altra norma è ovvio che ci saranno
decine di migliaia di processi che, all’improvviso, si troveranno già prescritti
anche se sono in corso, anche se stanno per finire: perché? Perché naturalmente
questa porcata viene applicata ai processi in corso e perché? Perché bisogna
farci rientrare il processo a Berlusconi, il processo Mills e i processi per i
diritti Mediaset, essendo tutti relativi a reati che, almeno a quanto si sa o a
quanto hanno scoperto i magistrati, sono stati commessi prima del 2 maggio del
2006. Dice “ ah, va beh, ma sono solo i reati di non grave entità, puniti con
pene inferiori a dieci anni”: sapete quali sono i reati puniti con pena
inferiore ai dieci anni? Quasi tutti, se escludete l’omicidio, la strage, il
sequestro di persona a scopo di estorsione e alcuni reati di grande traffico di
droga, stiamo parlando di enormi quantitativi, quasi tutti gli altri reati
stanno sotto la pena massima dei dieci anni. Associazione mafiosa, peculato,
corruzione, falsa testimonianza, tutte le associazioni a delinquere, mafiose e
non, omicidio colposo, furto, rapina, estorsione, le truffe, le molestie
sessuali, le violenze sessuali, tutto. Praticamente questa sarebbe una
gigantesca amnistia: perché? Perché già si fa fatica a fare i processi con la
prescrizione attuale, figurarsi se la riducono di un altro quarto, no? Ma non
sono ancora sicuri neanche con questa norma e quindi ecco il piano B: il piano B
(sempre Ghedini) è questo, prescrizione del processo; che cosa vuole dire la
prescrizione del processo? Hanno preso una norma fatta dal centrosinistra,
quelli del centrosinistra vivono sempre sulla luna e conseguentemente presentano
delle norme che sembrano scritte per la Scandinavia, cioè per i Paesi normali,
dove si fanno pochi processi e ci sono tanti magistrati per farli, per cui
avevano detto “ facciamo una bella legge che stabilisca quanto deve durare al
massimo il processo in ogni sua fase”, le indagini già si sa, possono durare
fino a un massimo di due anni, benissimo. Poi il Tribunale le può tenere al
massimo per tre anni, la Corte d’Appello al massimo per due e la Corte di
Cassazione al massimo per uno, altrimenti, se non rispettano ciascun grado
questi tempi, il processo si prescrive anche all’interno di una singola fase:
mentre oggi il processo è difficile che si prescriva in primo grado, di solito è
in appello che arriva la mannaia del fattore tempo, adesso potrebbe prescriversi
addirittura in Tribunale, se il Tribunale non riesce a evadere la pratica entro
tre anni da quando l’ha ricevuta. Naturalmente non stiamo parlando di un
processo che resta in Tribunale tre anni perché dura tre anni, stiamo parlando
di un processo che magari il G.I.P., con rinvio a giudizio, manda al Tribunale
oggi, il Tribunale di solito riesce a fissare la prima udienza tra un anno, tra
un anno e mezzo, tra due anni. Dovrà fissare l’udienza e fare tutto il processo
da quando l’ha ricevuto a quando lo manda via entro tre anni, compresi i tempi
morti: cosa assolutamente impossibile. Sono queste norme assurde, tipiche di una
sinistra astratta, che vive sulla luna: per fortuna poi non l’hanno approvata,
anche perché una norma del genere senza dare i soldi ai tribunali per funzionare
avrebbe massacrato, falcidiato tutti i processi. E allora che cosa hanno deciso
di fare? Hanno deciso di riprendere questa norma targata centrosinistra, gli
Avvocati di Berlusconi e di dire “ eh, è d’accordo anche il centrosinistra,
hanno fatta loro, l’hanno proposta loro”: piccolo particolare, la proposta
riguardava i processi del futuro ovviamente e non i processi in corso, invece
questi la vogliono calare nei processi in corso. Da quanto è in Tribunale il
processo Mills? Sapete perché è in Tribunale da tanti anni il processo Mills,
perché Berlusconi si è fatto una serie di leggi per non farlo mai finire: adesso
usa il fatto che è rimasto in Tribunale a lungo, grazie alle leggi che si è
fatto lui, dicendo “ non c’è problema, tanto sospendiamo la prescrizione e la
prescrizione poi ricomincerà a decorrere quando il Presidente del Consiglio avrà
finito il suo mandato e potrà, finalmente, governare. Avevano detto che è così
anche in Francia, tant’è che oggi Chirac viene processato per reati commessi
venti anni fa da Sindaco di Parigi, perché nel frattempo era diventato
Presidente, il Presidente deve essere lasciato tranquillo e quindi la
prescrizione si sospende e si ricomincia il processo dopo, questo ci era stato
detto”. Lasciamo perdere che Chirac era capo dello Stato e Berlusconi no e noi
la norma sul capo dello Stato ce l’abbiamo tale e quale, ma questo ci era stato
detto: “ nessun danno, il processo resta lì congelato, la prescrizione non
decorre, riprende a decorrere quando lui lascia la carica”, questo ci era stato
detto. Adesso cosa dicono? “ Eh, è rimasto lì troppo congelato e dobbiamo
stabilire dei limiti, perché non si può mica stare lì in Tribunale per troppi
anni!” e chi ce l’ha fatto stare lì in Tribunale per troppi anni? Il processo
era rapidissimo, erano in due gli imputati, Mills e Berlusconi, tant’è che Mills
già stato ricondannato pure in appello: perché Berlusconi no? Perché ha fatto
delle leggi per non farsi giudicare. Adesso usa la durata del suo processo, che
ha determinato lui prima facendo lungaggini con i suoi Avvocati e poi facendo
una legge che bloccava il processo, per dire “ bene, in Tribunale c’è rimasto
troppo, è già prescritto”, perché? Perché in Tribunale non può rimanere più di
tre anni il processo, “eh, non se ne sono accorti i giudici che l’hanno tenuto
lì per quattro o cinque anni, a causa della legge che mi sono fatto io?”. Vedete
la spudoratezza? Ci sarebbe da prenderli a sberle dalla mattina alla sera per la
vergogna di quello che riescono a sostenere e a fare con la complicità dei
giornali e delle televisioni! Questo è quello che vogliono fare: oltre alla
prescrizione per il reato, che diventerebbe più breve di un quarto, vogliono
pure stabilire che comunque i processi sono già chiusi, perché sia il processo
Mediaset che il processo Mills, proprio a causa delle lungaggini e della
sospensione del Lodo Alfano, già sono durati più di tre anni in Tribunale e
quindi sono morti: è una dichiarazione di morte dei processi al Presidente del
Consiglio e, naturalmente, di tutti quegli altri processi che sono arrivati più
di tre anni fa nei tribunali senza esserne ancora usciti. Guardate che questa
norma andrà a salvare soprattutto, oltre a Berlusconi, gli imputati dei
maxiprocessi: il maxiprocesso di mafia fatto da Falcone e Borsellino iniziò a
metà degli anni 80 e finì in Cassazione nel 92: finì nel 92 e è evidente che,
essendoci centinaia di imputati, era durato a lungo; era durato a lungo proprio
perché c’erano molti mafiosi da processare. Adesso, laddove ci saranno molti
delinquenti o presunti tali da processare, immaginate come si farà a farli in
tre anni in primo grado, in due anni in appello e in un anno in Cassazione! E’
assolutamente evidente che questa norma è fatta apposta per favorire le
lungaggini degli Avvocati: perché? Perché sapranno che basta loro impegnarsi
allo spasimo per portare il processo oltre i tre anni in un grado, oltre i due
anni in appello e oltre un anno in Cassazione e il processo è morto, anche se il
reato non si è ancora prescritto. Del resto i calcoli sono semplici: Alfano,
nella sua relazione allo Parlamento sullo stato della giustizia, ha detto che in
Italia la durata media del processo penale è sette anni e mezzo; se tu fai una
prescrizione del processo che scatta dopo tre anni in primo grado, oppure dopo
due anni in secondo grado, oppure dopo un anno in Cassazione, quale è la somma
di queste tre prescrizioni? Tre, più due, più uno: sei. Se stabilisci che i
processi devono durare sei anni ma, nei fatti, ne durano in media sette e mezzo,
è evidente che tutti i processi, stando alla media fatta da Alfano, si
prescriveranno o in primo grado, o in appello, o in Cassazione. Quindi capite
che cosa sono disposti a fare questi mascalzoni per salvare il Presidente del
Consiglio, con il giuramento sul suo papello e lo faranno come al solito, con il
sorriso sulle labbra, dicendo “ ci vuole la ragionevole durata dei processi: lo
dice la nostra Costituzione, lo dice la Corte Europea, che ci condanna perché
durano troppo”. Certo, accorciate i processi allora, non la prescrizione: la
prescrizione accorciata vuole dire che i processi continuano a durare a lungo
ma, a un certo punto, muoiono. Non è una norma che abbrevia i processi, è una
norma che uccide i processi: basterebbe chiamarla con il suo nome, la ammazza
processi, la salva delinquenti, la salva ladri, la salva mafiosi, la salva
camorristi, la salva corrotti, la salva estorsori, sequestratori, violentatori,
pedofili etc. etc.. Naturalmente non troverete molti giornali che la chiamano
con il suo nome: troverete invece molti giornali che diranno che è una norma
contro l’eccessiva lunghezza dei processi, per abbreviare i processi, per dare
certezza ai cittadini. Dietro c’è tutto quello che vi ho raccontato.
 

Berlusconi come Riina

Guardate, questa è la battaglia finale: se il Cavaliere riuscirà a vincere
anche questa, magari con la complicità dell’opposizione – chiamiamola così – o
del Capo dello Stato – chiamiamolo così – non ci sarà più alcuna speranza, la
prassi è la stessa dell’anno scorso con il Lodo Alfano, minacciare sfracelli,
minacciare un disastro epocale come quello che vi ho appena illustrato, in modo
da fare venire fuori o dal Quirinale o dall’opposizione qualche sherpa che si
offre per una mediazione e che, alla fine, gli dice “ salviamo i processi degli
altri e vediamo di metterci d’accordo per bloccare i tuoi : quanti ne hai? Due o
tre? Blocchiamo solo quelli”, è la stessa cosa che è avvenuta sul Lodo Alfano,
quando lui aveva in piedi la blocca processi: sta facendo nuovamente la stessa
cosa! Ma guardate che minacciare sfracelli per intavolare una trattativa è
ottenere quello che si vuole per sé è la stessa cosa che ha fatto Totò Riina nel
1992, quando ha cominciato a mettere le bombe, poi ha presentato il conto, cioè
il papello e le bombe hanno continuato a scoppiare finché qualcuno non ha messo
la sua firma, il suo giuramento sotto quel papello. I metodi di Totò Riina oggi
sono i metodi delle leggi ad personam e chissà che i beneficiari di certe leggi
ad personam non siano gli stessi che hanno messo la loro firma in calce al
papello 16 anni fa?! Passate parola e leggete, questa settimana, Il Fatto
Quotidiano, perché sui temi dei rapporti mafia e politica abbiamo due o tre
scoop veramente interessanti. Buona settimana.

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Dic
25

Mastella ovviamente, insiste: subito il decreto

http://archingeo.files.wordpress.com/2007/09/grillo01.jpg

ROMA—Scandalizzato dalla telefonata tra Berlusconi e Saccà, nonché dalla difesa delle prerogative e del diritto alla privacy del Cavaliere fatta dal presidente della Camera, Beppe Grillo scende in campo a dire la sua. E attacca a testa bassa Fausto Bertinotti che si è «preoccupato—scrive il comico nel suo blog — per la privacy di un signore che voleva comprare un senatore. Invece di espellere questo (basso) insulto alla democrazia dalla Camera ne tutela la privacy. Boia Faust(o)».

È infuriato Grillo, per una «Rai, servizio pubblico, che si fa bordello per far cadere il governo» e per questo il messaggio a Bertinotti è che «non me ne frega un c…o della privacy di queste persone: le voglio fuori dal Parlamento, fuori dal servizio pubblico. È gente immorale, che della legalità ha sempre fatto carne da porco. E lei, tenera mammola, pensa alla loro privacy mentre viene chiesto il trasferimento dei giudici di Mastella e di D’Alema da una Letizia Vacca qualsiasi ». La difesa del presidente della Camera è affidata a Gennaro Migliore, capogruppo del Prc, secondo il quale «difendere il garantismo è un dovere morale e per la sinistra rappresenta un valore di fondo», mentre «Grillo nel suo volgare attacco a Bertinotti conferma di saper intervenire sulla scena politica solo dal buco della serratura».

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In questo clima di contrapposizione, Clemente Mastella insiste: serve un decreto legge per dare una risposta all’ «emergenza civile» causata dalle intercettazioni. E a Palazzo Chigi che sconsiglia di «agire d’impulso», il Guardasigilli replica che no, si tratta invece di un atto «ragionato», perché la sua riforma della giustizia «giace» in Senato da troppo tempo. Ma da sinistra contestano la lettura di Mastella: «L’esame del provvedimento in commissione per il 15 gennaio può essere concluso», dice il presidente Cesare Salvi di Sd, confortato da Felice Casson, e «se il governo dovesse dare più importanza» alle intercettazioni che «ai morti sul lavoro», entro il mese la riforma sarebbe varata. Che il problema ci sia comunque lo pensano in tanti nell’Unione: Dario Franceschini definisce «inammissibile» la pubblicazione delle intercettazioni, ma Antonio Polito chiede una posizione ufficiale di Veltroni sul tema: «Cosa dice di tutto questo l’esecutivo del loft?».

P.D.C.
23 dicembre 2007

Nov
28

Questo è il governo dell’indulto, dei trasferimenti dei magistrati che indagano sulle cosche mafiose, sempre ricattato, sempre dalla parte opposta ai principi per i quali era stato votato. Se gentilmente la “cosiddetta” sinistra radicale puo mettere fine a questo “sparpetuo” lo faccia immediatamente.

Meglio 18000 mila volte zio Silvio.

SFIDUCIATE QUESTO GOVERNO, tanto lo farà Dini tra quache giorno (20 Dicembre).

Salvate almeno la faccia!

Ott
31

camicia-nera.jpgQuesto governo non finirà mai di stupirci. Certo non è facile governare con il “reparto geriatria” ed “il quarto braccio di regina coeli” che un giorno si e l’altro pure minacciano la crisi, così si arriva agli “obbrobri” inimmaginabili in campagna elettorale, come l’indulto e “dulcis in fundo” “Il pacchetto sicurezza”.
“Pacchetto sicurezza”, che trasferirebbe ai sindaci poteri di polizia, che rappresenta un precedente pericolosissimo che potrebbe partire dall’espulsione dell’immigrato per poi finire di diventare strumento di ulteriore pressione elettorale.
I Sindaci, non hanno gli stessi problemi di maggioranza. Hanno una legge elettorale diversa, che li “blinda”, e spesso (nei mandati successivi) si circondano di “pupazzi” che alzano la mano a comando, in quanto durante i mandati hanno possibilità di consolidare personalmente il bacino di voti e quindi possono tranquuillamente circondarsi di persone che non li infastidiscano contraddicendoli.
I poteri dei Sindaci, andrebbero sottoposti (specie al Sud) ad una maggiore pressione di controlli legali, ed invece il “governo”, mette tra le mani delle “famigghie” nuove armi per il controllo del consenso: quelle di polizia.
Ma ce l’abbiamo la Polizia, anzi ne abbiamo due (!), perchè non lasciamo alla polizia i poteri di Polizia ed ai Sindaci le funzioni amministrative, pretendendo da entrambi una maggiore efficacia nella loro azione?
Mi chiedo anche se i sindaci potranno costituire delle squadre che possono girare con le camice nere ed i manganelli a caccia di extracomunitari ed avversari politici. Manca solo un piccolo dettaglio: il cambio di denominazione, basta con “sindaco”, chiamiamoli Potestà è più bello!
Ragazzi ditemi che siamo su scherzi a parte.

ANDATE A CASA, e mentre lo fate assicuratevi che Mastella venga processato dal suo giudice naturale.

Ciao Democrazia, feliceiovino.

Ott
24

Come tutti sanno, Dolcino Favi, nominato l’11 ottobre del 2004(vedi CSM news n°56 e n° 63) Avvocato Generale presso la Procura Generale della Corte d’Appello di Catanzaro(tra i proponenti l’avvocato, senatore, sindaco di Matera Emilio Nicola Buccico), è il facente Funzione di Procuratore Generale che ha “avocato”, tradotto ha sottratto, l’inchiesta Why not a De Magistris.

Forse non tutti sanno, però, che gli allora deputati radicali Mellini, Vesce, Rutelli e Calderisi si sono occupati del dr. Favi con una interrogazione parlamentare datata 17 gennaio 1989(in tempi decisamente non sospetti).

Ebbene, nel testo dell’interrogazione, che riportiamo integralmente(Atti Parlamentari — 25949 — Camera dei Deputati) è dato leggere cose che definire inquietanti è un eufemismo.

Inquietanti, soprattutto alla luce di quanto successo in queste ore.

X LEGISLATURA – DISCUSSIONI – SEDUTA DEL 17 GENNAIO 1989

MELLINI, VESCE, RUTELLI E CALDERISI.

Al Ministro di grazia e giustizia.

Per sapere –premesso che: la prima commissione del Consiglio superiore della magistratura si è di recente

occupata del caso del magistrato Dolcino Favi, sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa ; in particolare le accuse mosse al Favi sono di «essere dedito a sistematiche violazioni di norme, in particolare di quelle poste a presidio dei diritti fondamentali dell’individuo» come sostenuto dal consigliere del CSM Renato Papa dinanzi al plenum del CSM durante la seduta di mercoledì scorso; gli addebiti mossi al dottor Favi riguardano i seguenti episodi: 1) i rapporti con la suocera del pentito Pandolfo, di cui il dottor Favi si servì per far pervenire messaggi alla malavita; 2) Favi ha spiccato mandati di cattura nei confronti di alcuni magistrati catanesi sulla base di intercettazioni telefoniche irregolari, di cui sono state tenute in conto solo quelle con « esito positivo». Mentre quelle che potevano servire come prove a discarico non sono state annotate; 3) Favi ha falsificato una delega del procuratore della Repubblica di Messina per il compimento di un atto istruttorio, facendosi da sé un fonogramma.

Atti Parlamentari

26076

Camera dei Deputati

X LEGISLATURA – DISCUSSIONI – SEDUTA DEL 17 GENNAIO 1989

(per questo episodio il consigliere Papa ritiene doverosa la trasmissione degli atti al magistrato penale);

4) il mandato di cattura nei con fronti di Abbu Abbash, inefficace e per cui il Favi era privo di competenza;

5) il caso dell ‘arresto del proprietario di un cavallo che, imbizzarritosi, aveva ferito alcune persone, fra cui un magistrato, il pretore di Lentini. In questo caso il Favi non solo si impossessò del caso levandolo al pretore competente, non solo arrestò il proprietario del cavallo, non solo inventò una serie di reati inesistenti a suo carico, ma chiamato a risponderne davanti al CSM, inventò giustificazioni inesistenti producendo alcuni documenti falsi; sembra che non sia stato ancora disposto il trasferimento d’ufficio del dottor Favi poiché su queste vicende non vi sarebbe stato clamore tale da giustificare il trasferimento; considerato che ad avviso degli interroganti la presentazione della presente interrogazione

può integrare da sola quel clamore che è richiesto da alcuni consiglieri del CSM per promuovere quei provvedimenti disciplinari che appaiono indispensabili in un caso di questa gravità –: quali siano le azioni disciplinari attivate dal ministro nei confronti del suddetto magistrato; se sia informato circa l’inizio dell’azione penale per il reato di falso in atto giudiziario nei confronti del predetto dottor Favi e se non ritenga, in caso negativo, di provvedere direttamente ad interessare l’autorità giudiziaria su quanto

emerso nel corso dei lavori del CSM ove questo non abbia provveduto al riguardo.

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