Falchi e colombe d’Italia
A futura memoria

Dic
25

Mastella ovviamente, insiste: subito il decreto

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ROMA—Scandalizzato dalla telefonata tra Berlusconi e Saccà, nonché dalla difesa delle prerogative e del diritto alla privacy del Cavaliere fatta dal presidente della Camera, Beppe Grillo scende in campo a dire la sua. E attacca a testa bassa Fausto Bertinotti che si è «preoccupato—scrive il comico nel suo blog — per la privacy di un signore che voleva comprare un senatore. Invece di espellere questo (basso) insulto alla democrazia dalla Camera ne tutela la privacy. Boia Faust(o)».

È infuriato Grillo, per una «Rai, servizio pubblico, che si fa bordello per far cadere il governo» e per questo il messaggio a Bertinotti è che «non me ne frega un c…o della privacy di queste persone: le voglio fuori dal Parlamento, fuori dal servizio pubblico. È gente immorale, che della legalità ha sempre fatto carne da porco. E lei, tenera mammola, pensa alla loro privacy mentre viene chiesto il trasferimento dei giudici di Mastella e di D’Alema da una Letizia Vacca qualsiasi ». La difesa del presidente della Camera è affidata a Gennaro Migliore, capogruppo del Prc, secondo il quale «difendere il garantismo è un dovere morale e per la sinistra rappresenta un valore di fondo», mentre «Grillo nel suo volgare attacco a Bertinotti conferma di saper intervenire sulla scena politica solo dal buco della serratura».

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In questo clima di contrapposizione, Clemente Mastella insiste: serve un decreto legge per dare una risposta all’ «emergenza civile» causata dalle intercettazioni. E a Palazzo Chigi che sconsiglia di «agire d’impulso», il Guardasigilli replica che no, si tratta invece di un atto «ragionato», perché la sua riforma della giustizia «giace» in Senato da troppo tempo. Ma da sinistra contestano la lettura di Mastella: «L’esame del provvedimento in commissione per il 15 gennaio può essere concluso», dice il presidente Cesare Salvi di Sd, confortato da Felice Casson, e «se il governo dovesse dare più importanza» alle intercettazioni che «ai morti sul lavoro», entro il mese la riforma sarebbe varata. Che il problema ci sia comunque lo pensano in tanti nell’Unione: Dario Franceschini definisce «inammissibile» la pubblicazione delle intercettazioni, ma Antonio Polito chiede una posizione ufficiale di Veltroni sul tema: «Cosa dice di tutto questo l’esecutivo del loft?».

P.D.C.
23 dicembre 2007

Nov
28

Questo è il governo dell’indulto, dei trasferimenti dei magistrati che indagano sulle cosche mafiose, sempre ricattato, sempre dalla parte opposta ai principi per i quali era stato votato. Se gentilmente la “cosiddetta” sinistra radicale puo mettere fine a questo “sparpetuo” lo faccia immediatamente.

Meglio 18000 mila volte zio Silvio.

SFIDUCIATE QUESTO GOVERNO, tanto lo farà Dini tra quache giorno (20 Dicembre).

Salvate almeno la faccia!

Ott
31

camicia-nera.jpgQuesto governo non finirà mai di stupirci. Certo non è facile governare con il “reparto geriatria” ed “il quarto braccio di regina coeli” che un giorno si e l’altro pure minacciano la crisi, così si arriva agli “obbrobri” inimmaginabili in campagna elettorale, come l’indulto e “dulcis in fundo” “Il pacchetto sicurezza”.
“Pacchetto sicurezza”, che trasferirebbe ai sindaci poteri di polizia, che rappresenta un precedente pericolosissimo che potrebbe partire dall’espulsione dell’immigrato per poi finire di diventare strumento di ulteriore pressione elettorale.
I Sindaci, non hanno gli stessi problemi di maggioranza. Hanno una legge elettorale diversa, che li “blinda”, e spesso (nei mandati successivi) si circondano di “pupazzi” che alzano la mano a comando, in quanto durante i mandati hanno possibilità di consolidare personalmente il bacino di voti e quindi possono tranquuillamente circondarsi di persone che non li infastidiscano contraddicendoli.
I poteri dei Sindaci, andrebbero sottoposti (specie al Sud) ad una maggiore pressione di controlli legali, ed invece il “governo”, mette tra le mani delle “famigghie” nuove armi per il controllo del consenso: quelle di polizia.
Ma ce l’abbiamo la Polizia, anzi ne abbiamo due (!), perchè non lasciamo alla polizia i poteri di Polizia ed ai Sindaci le funzioni amministrative, pretendendo da entrambi una maggiore efficacia nella loro azione?
Mi chiedo anche se i sindaci potranno costituire delle squadre che possono girare con le camice nere ed i manganelli a caccia di extracomunitari ed avversari politici. Manca solo un piccolo dettaglio: il cambio di denominazione, basta con “sindaco”, chiamiamoli Potestà è più bello!
Ragazzi ditemi che siamo su scherzi a parte.

ANDATE A CASA, e mentre lo fate assicuratevi che Mastella venga processato dal suo giudice naturale.

Ciao Democrazia, feliceiovino.

Ott
24

Come tutti sanno, Dolcino Favi, nominato l’11 ottobre del 2004(vedi CSM news n°56 e n° 63) Avvocato Generale presso la Procura Generale della Corte d’Appello di Catanzaro(tra i proponenti l’avvocato, senatore, sindaco di Matera Emilio Nicola Buccico), è il facente Funzione di Procuratore Generale che ha “avocato”, tradotto ha sottratto, l’inchiesta Why not a De Magistris.

Forse non tutti sanno, però, che gli allora deputati radicali Mellini, Vesce, Rutelli e Calderisi si sono occupati del dr. Favi con una interrogazione parlamentare datata 17 gennaio 1989(in tempi decisamente non sospetti).

Ebbene, nel testo dell’interrogazione, che riportiamo integralmente(Atti Parlamentari — 25949 — Camera dei Deputati) è dato leggere cose che definire inquietanti è un eufemismo.

Inquietanti, soprattutto alla luce di quanto successo in queste ore.

X LEGISLATURA – DISCUSSIONI – SEDUTA DEL 17 GENNAIO 1989

MELLINI, VESCE, RUTELLI E CALDERISI.

Al Ministro di grazia e giustizia.

Per sapere –premesso che: la prima commissione del Consiglio superiore della magistratura si è di recente

occupata del caso del magistrato Dolcino Favi, sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa ; in particolare le accuse mosse al Favi sono di «essere dedito a sistematiche violazioni di norme, in particolare di quelle poste a presidio dei diritti fondamentali dell’individuo» come sostenuto dal consigliere del CSM Renato Papa dinanzi al plenum del CSM durante la seduta di mercoledì scorso; gli addebiti mossi al dottor Favi riguardano i seguenti episodi: 1) i rapporti con la suocera del pentito Pandolfo, di cui il dottor Favi si servì per far pervenire messaggi alla malavita; 2) Favi ha spiccato mandati di cattura nei confronti di alcuni magistrati catanesi sulla base di intercettazioni telefoniche irregolari, di cui sono state tenute in conto solo quelle con « esito positivo». Mentre quelle che potevano servire come prove a discarico non sono state annotate; 3) Favi ha falsificato una delega del procuratore della Repubblica di Messina per il compimento di un atto istruttorio, facendosi da sé un fonogramma.

Atti Parlamentari

26076

Camera dei Deputati

X LEGISLATURA – DISCUSSIONI – SEDUTA DEL 17 GENNAIO 1989

(per questo episodio il consigliere Papa ritiene doverosa la trasmissione degli atti al magistrato penale);

4) il mandato di cattura nei con fronti di Abbu Abbash, inefficace e per cui il Favi era privo di competenza;

5) il caso dell ‘arresto del proprietario di un cavallo che, imbizzarritosi, aveva ferito alcune persone, fra cui un magistrato, il pretore di Lentini. In questo caso il Favi non solo si impossessò del caso levandolo al pretore competente, non solo arrestò il proprietario del cavallo, non solo inventò una serie di reati inesistenti a suo carico, ma chiamato a risponderne davanti al CSM, inventò giustificazioni inesistenti producendo alcuni documenti falsi; sembra che non sia stato ancora disposto il trasferimento d’ufficio del dottor Favi poiché su queste vicende non vi sarebbe stato clamore tale da giustificare il trasferimento; considerato che ad avviso degli interroganti la presentazione della presente interrogazione

può integrare da sola quel clamore che è richiesto da alcuni consiglieri del CSM per promuovere quei provvedimenti disciplinari che appaiono indispensabili in un caso di questa gravità –: quali siano le azioni disciplinari attivate dal ministro nei confronti del suddetto magistrato; se sia informato circa l’inizio dell’azione penale per il reato di falso in atto giudiziario nei confronti del predetto dottor Favi e se non ritenga, in caso negativo, di provvedere direttamente ad interessare l’autorità giudiziaria su quanto

emerso nel corso dei lavori del CSM ove questo non abbia provveduto al riguardo.

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